NATALITÀ. CELOTTI-MORETTI-FASIOLO (PD): SOSTEGNO DA PARITÀ MADRI-PADRI
(ACON) Trieste, 27 lug - "Se vogliamo affrontare seriamente il
problema della denatalità, dobbiamo smettere di considerare la
genitorialità come una responsabilità prevalentemente femminile.
La parità tra madri e padri deve diventare un principio concreto,
sostenuto da diritti e strumenti adeguati. Per questo è
necessario approvare entrambe le misure contenute nella proposta
di legge nazionale: l'indennità di maternità al 100 per cento e
un congedo paritario non trasferibile per i padri, obbligatorio e
adeguatamente retribuito".
Lo ha detto la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd),
insieme al capogruppo Diego Moretti e alla collega Laura Fasiolo,
nel corso della conferenza stampa di presentazione "della
proposta di legge nazionale in materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità, che riprende quella presentata dal
Partito democratico in Parlamento".
"L'Italia attraversa da anni un drammatico inverno demografico e
i bonus una tantum non sono evidentemente sufficienti a invertire
la tendenza. Se avere un figlio continua a comportare per le
donne una penalizzazione sul piano lavorativo ed economico e per
le famiglie un rischio di perdita di reddito, è del tutto
comprensibile che la scelta della genitorialità venga rinviata o,
in molti casi, abbandonata. La cosiddetta Child Penalty -
commentano i tre dem - non è un destino inevitabile: si può
contrastare ridistribuendo in modo equo il carico di cura".
"La proposta interviene su due fronti. Da un lato - dettaglia la
nota -, porta al 100 per cento l'indennità di maternità per tutte
le categorie di lavoratrici, comprese autonome, libere
professioniste e iscritte alla gestione separata, riconoscendo
alle lavoratrici autonome un'indennità parametrata al mancato
fatturato. Dall'altro, introduce un vero congedo paritario per il
padre, autonomo e non trasferibile a quello della madre: fino a
cinque mesi complessivi, di cui quattro obbligatori, con dieci
giorni da fruire immediatamente dopo la nascita e il restante
periodo anche in forma frazionata. Il congedo è riconosciuto
anche ai padri adottivi e affidatari e, per un mese, nel caso di
morte perinatale del figlio. L'indennità è fissata al 100 per
cento della retribuzione per i lavoratori dipendenti e del
mancato fatturato per i padri autonomi iscritti alla gestione
separata".
"La parità dei congedi è una misura di giustizia sociale, ma
anche una scelta di politica economica e demografica. Se
l'assenza dal lavoro per la nascita di un figlio riguarda
entrambi i genitori, si riduce la discriminazione nei confronti
delle donne in età fertile e si rafforza la condivisione delle
responsabilità familiari. Per questo - conclude la prima
firmataria della proposta, Celotti, con Moretti e Fasiolo -
chiediamo che entrambe le misure vengano approvate: non servono
nuovi bonus frammentari, ma diritti, servizi e strumenti
strutturali che rendano davvero possibile scegliere di diventare
genitori senza dover pagare un prezzo in termini di lavoro,
reddito e futuro".
ACON/COM/rcm